venerdì, maggio 18, 2007
giovedì, maggio 17, 2007
nuovo progetto
mercoledì, maggio 09, 2007
Intervista "Lo spazio bianco" e orari Stand Pavesio

per chi fosse interessato, è online una mia intervista a cura di Ettore Gabrielli su "lo spazio bianco". Dal link qui sotto, oltre all'intervista, è anche possibile scaricare qualche pagina del libro in anteprima.
ecco il link: http://www.lospaziobianco.it/3793
Visto che siamo in sentore di autocelebrazione eccovi anche gli orari in cui sarò disponibile per gli elogi o gli sberleffi allo stand Pavesio:
VENERDI' 11 maggio:
10,30-12,00
14,30-16,00
17,30 19,00
SABATO 12 maggio
10,30-11,30
14,30-16,00
17,30-19,00
DUMMENEGA 13 maggio
10,30-12,00
14,30-16,00
17,30-19,00
10,30-12,00
14,30-16,00
17,30 19,00
SABATO 12 maggio
10,30-11,30
14,30-16,00
17,30-19,00
DUMMENEGA 13 maggio
10,30-12,00
14,30-16,00
17,30-19,00
Siateci.
lunedì, aprile 16, 2007
demoni
giovedì, aprile 12, 2007
tutto è compiuto

Molto bene. I files di Delethes stanno per essere dati in pasto ai rulli tipografici, il libro è finito. Chiaramente non mi farò un'idea completa del lavoro fatto, fino a quando non avrò una copia stampata tra le mani, è sempre così. E' il mio primo libro vero, come autore e là dentro ci sono due anni e mezzo della mia vita; non credo ci sia altro da aggiungere. Sarà presentato ufficialmente a Torino Comics, allo stand Pavesio dal 10 al 14 Maggio; il sottoscritto sarà presente per le consuete dediche. Mi si riconosce dall'ingobbimento ormai fuori misura. Ne approfitto per ringraziare tutti quelli che hanno dato un occhiata a questo blog. Grazie soprattutto a coloro che hanno trovare il tempo di commentare la mie cose. Per me è stato molto importante, mi ha dato la cosiddetta carica. Grazie davvero.
Ora si prosegue con il progetto per Soleil, e il nuovo mazzo di Tarocchi per Scarabeo. Come si dice in questi casi, Stay Tuned...
giovedì, marzo 29, 2007
giovedì, marzo 15, 2007
mercoledì, febbraio 21, 2007
si prosegue




Sto mettendo i colori alle tavole di Delethes. Mentre lo faccio, mi chiedo in continuazione se sono effettivamente stato in grado di scrivere e disegnare un progetto fantasy, steampunk o qualunque altra definizione possa avere una storia d'avventura non ambientata nella nostra realtà, senza risultare eccessivamente pretenzioso. L'altra sera ho visto un film: "Scanner Darkly"; negli speciali contenuti nel Dvd c'era Philip Dick che mentre lo intervistavano ad un certo punto diceva che spesso la fantascienza che si vedeva al cinema o che si leggeva nei libri di genere è un contenitore vuoto, "privo di contenuti", e che "Guerre Stellari" tolte navi spaziali e pistole laser, aveva la trama di un qualsiasi film Western. Allo stesso modo, non riesco a non pensare che inventarsi un mondo da zero, una geopolitica nuova di zecca e farcirla di personaggi che compiono azioni al limite del paradossale, rendendo tutto ciò plausibile, è un operazione relativamente facile, basta avere una discreta fantasia e un po' di pazienza.
Tutto vero, ma allo stesso tempo non mi sento frenato da queste considerazioni e continuo come un fesso a colorare else, fibbie e cimieri. Continuo ad investire tutte le mie energie nell'immaginare che aspetto possano avere delle città semoventi in fiamme, continuo a senrtirmi nelle orecchie le cornamuse di guerra....Sarò scemo?
venerdì, febbraio 02, 2007
Lo sapevate?



Ebbene sì, uno dei primi progetti realizzati con lo studio Inventario di Palumbo, fu il mitico, ma sfortunato "Real Crimes" edito dalla Edigold e pubblicato se non sbaglio solo a Milano, Bologna e Roma. Fu molto divertente realizzarlo e il lavoro che facemmo sulla strage della Columbine a mio parere non fu affatto male. Tre numeri che spero possano fare nel futuro la fortuna di qualche collezionista. Sapevatelo
venerdì, gennaio 26, 2007
essais


Prosegue la serie "cose che mai vedranno la pubblicazione e un po' gli dispiace". Ma non sono in effetti le cose più belle che io abbia mai fatto; però ci si è provato. Sono prove per una storia da presentare alla Delcourt. La Delcourt risponde: "Parbleu! Dite allo sceneggiatore che la storia non si capisce. Ensuite, al disegnatore dite... anzi no, non dite nulla al disegnatore". Stessa solfa alla Soleil ( che in seguito acquisterà la mia manodopera per il ibro che sto facendo ora). Uguale per altre diciotto case editrici. Forse non era destino?
martedì, gennaio 23, 2007
Avanti popolo...alla..riscoss..

Ci tenevo a dire una cosa sulla CGIL o sulla SILF o su su chi si occupa in qualche modo dei diritti dei lavoratori e nel caso particolare dei lavoratori nel settore fumetto. Disegnatori. Spero che chi leggerà queste righe, possa perdonare il mio sfogo.
Ho capito che i diritti lavoratori, e più di tutti, i diritti dei lavoratori a fumetti in Italia valgono zero.
Tempo fa fui coinvolto nella preparazione del progetto di un libro per la celebrazione del centenario della gloriosa CGIL;vennero coinvolti credo più di cinquanta disegnatori in tutta Italia, tra cui anche professionisti di chiara fama. Mi fu chiesta una storia di due pagine, io scelsi, tra le varie possibilità, di parlare di uno sciopero degli operai degli altoforni di Piombino. Mi fu detto di affrettarmi perchè i tempi erano stretti: sto parlando del Luglio 2005. Consegnata la storia, abbracci, baci, complimenti vari. Luglio 2005.
A tutt'oggi i frutti di questo sforzo sono:
1) libro mai uscito; c'è solo un'orrida copertina che gira per la rete, non so nemmeno fatta da chi...
2) soldi, mai visti
3) L'autunno scorso ( dopo un'anno e qualche mese dalla consegna delle tavole), la CGIL manda a me e ai colleghi che avevano partecipato al progetto un contratto in cui si parla di cessione totale di diritti, di delibera per permettere alla CGIL anche di non pubblicare il libro se lo ritiene, e altre cose ridicole che si vedono nei peggiori contratti delle peggiori case editrici di questo settore.
4) lavaggi di mani e scaricaggi di barili vari da parte dei responsabili, che dicono che i soldi per quel progetto nessuno li ha mai avuti....
5) Sdegno di Gianfranco Goria (?!) che dice di rimandare al mittente il contrattone.
4) disegni fatti da me praticamente per terra perchè avevo appena traslocato. Ero anche un po' nervoso perchè di lì a poco mi sarei sposato.
Secondo me, tutto questo fa capire, o perlomeno intuire, che per i fumettari ( fumettisti o in quale altro modo orrendo si dice) in Italia non c'è speranza di avere credibilità. Non c'è speranza di poter essere cagati. C'è solo da starsene buonini perchè tanto fai un lavoro che è troppo bellino, che te ne stai rintanatino nella casina, invece di farti il culo come gli altri.
Io non sono esterofilo, non sono nemmeno attivo da un punto di vista politico (al massimo mi lamento davanti al telegiornale come faceva mio nonno), però più penso a questa cosa e più non ne esco.
Se anche l'istituzione che per prima si deve occupare dei lavoratori ti tratta come ti tratterebbe uno qualsiasi dei peggiori datori di lavoro, credo di poter dire che non c'è speranza e che ci dobbiamo stare e basta.
Credo che tutta le possibili domande e discussioni sul multiforme riproporsi della crisi del fumetto in Italia, sui vari insertoni di Repubblica, sulle graphic novel e sui vari dibattiti sul valore culturale del fumetto siano, almeno in me, annichilite da questa esperienza. Mi sbaglierò?
Ore 2:15, torno a disegnare....
domenica, gennaio 21, 2007
mercoledì, gennaio 17, 2007
A Song for Lucy



Fumetto di sei pagine giammai pubblicato. Anno? 2000 su per giù. Fenti e Ginevra del Centro Fumetto ( a cui devo molto e che ringrazierò sempre) apprezzarono, ma poi scelsero un'altra storia. A rivederla oggi posso anche capire perchè... Più che i disegni il problema sono i testi, in cui "è riscontrabile una non disprezzabile quantità di onanismo verbale". Ai posters l'ardua sentenza...
lunedì, gennaio 08, 2007
sabato, dicembre 23, 2006
domenica, novembre 19, 2006
martedì, agosto 01, 2006
tempo fa
pavesio
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